We Are Trolls

gen 28
Posted by elgraeco Filed in Underground

Chi è in internet da qualche anno, come me, ha avuto sicuramente a che fare coi troll. Il troll è un utente il cui unico scopo è alterare l’equilibrio vigente, in senso negativo: seminare scompiglio, fomentare liti, creare caos. Sì, si divertono così.
Ultimamente, girando per il web, ho notato un aumento esponenziale di questa genia, sintomo della crisi del tempi in cui viviamo. A frustrazione reale, corrisponde un aumento del malumore da sfogare online, dove siamo tutti più sicuri, dietro un apparente anonimato, che tale non è.
E così, stamattina, voglio dedicare una mini-classifica proprio a loro, alle cinque specie più letali di troll esistenti nella rete, ma anche nella vita, se ci pensate bene. Con la speranza che non dobbiate mai incontrarli.
Ovviamente, sentitevi liberi di aggiungere altre tipologie.

Avvertenza: più che necessaria, visto l’argomento. Alla fin fine, questo vuole essere un post goliardico, per sghignazzare un po’. Nessun intento belligerante. Anche perché, lo sappiamo, i troll danno fastidio proprio a tutti.

Cominciamo:

5L’Elettore
carattere: docile, affettuoso, remissivo
poteri: ti subissa di complimenti, anche quando hai scritto cagate
habitat: è stanziale, frequenta sempre lo stesso parco blog
debolezze: tanto andò la gatta al lardo…

Eccolo, è lui. Vi legge sempre, è sempre il primo a commentare. Dice di essere vostro amico, dopo cinque minuti che vi “conosce”, anche se siete in rete, e non vi siete mai visti di persona, né sentiti al telefono. Per lui fate sempre bene, qualunque cosa diciate o facciate, lui è con voi: sottoscrive. Approva. Ratifica. Sostiene.
È il vostro elettore.
Voi lo sapete che l’ultimo articolo o eBook che avete scritto è in fondo una solenne pila di cazzate. Capita, a volte. È bene saperlo. Ma lui è lì a dirvi che no, state facendo bene e, a proposito, hai letto l’ultima cosa che ho scritto io, invece?
Sì, be’, ecco, non l’ho trovata granché…
E così dicendo, avete perso un voto. Perché l’Elettore è seguace della filosofia dello gnegnegne. Vatti a fidare degli amici, al giorno d’oggi… da quel giorno, non lo vedrete più. E se gli altri gli parleranno bene di voi e del vostro blog, lui fingerà distacco e farà finta che non siate mai esistiti. Di chi stavamo parlando? Ah già,quello lì

Leggi il resto »

Portraits: Alexis

gen 27
Posted by elgraeco Filed in Underground

Continua l’appuntamento con la bellezza in technicolor. Chiamatela dea, attrice, brava attrice, così così o come vi pare, ma quando la guardi, ti guarda anche lei (cit.).
Ha gli occhi blu, avete notato? Se n’è accorto persino Rodriguez. ^^ Si chiama Alexis Bledel.

Leggi il resto »

True Lies

gen 27
Posted by elgraeco Filed in Antologia del Cinema

Penso che io e Lucy abbiamo creato qualcosa di nuovo: le duocensioni. Recensioni scritte in due, separatamente. E poi fuse. Credo che piacciano e diano persino fastidio. Per questo è bello farle. Sublime. Perché i film restano, voi no (cit.).
A ogni modo, parliamo di True Lies, film del 1994 di James Cameron, per proseguire il mio ciclo action, e stavolta tocca a me essere suo ospite.
La duocensione la trovate cliccando sulla foto qui in basso.
E, a proposito, questa ritratta quaggiù è quella che io chiamo poetica dell’apocalisse

Pluto, Brenda e la Bestia

gen 26
Posted by elgraeco Filed in Cinema

Dopo il buon cinema, l’altro. Hills have Eyes, nella sua reincarnazione a opera di Aja, dopo essere scivolato via dalle mani di Craven. Il primo si concesse (o gli furono concessi) pochissimi mezzi, una pochezza di liquidità imbarazzante, che spesso paga lo scotto, per via dei ricchi palati fini che, ormai, assediano le sale cinematografiche, specie dopo che di mezzo s’è messa l’effebbiai. Ma non divaghiamo, Aja prende una bella canzone, di quelle che mi mandano ai matti, e la piazza sullo sfondo di esplosioni atomiche e di una casalinga anni ’50 che prepara l’american pie. Scorrono i titoli. Mi conoscete, questi sono i contrasti che adoro alla follia. Le radiazioni nel film di Craven stanno per arrivare, sono un buon motivo per fuggire. La ferinità degli indigeni assassini è insita nella loro indole, esiste fin da quando sono nati. I mostri di Aja sono brutti e cattivi, però lo sono perché i più cattivi siamo stati noi, a buttargli le bombe atomiche in testa. Una morale flebile, talmente tanto che sembra quasi un inutile pretesto.
Le Colline hanno gli Occhi è basato sulla trama più semplice e efficace che esista, nel suo genere: gruppo di individui che viene massacrato da un secondo gruppo, al quale di solito il primo non ha fatto nulla, se non passare di lì per caso.
Non amo le statistiche, eppure, a volte riservano sorprese divertenti. Brevissima lista, sicuramente incompleta: il più celebre film di questo tipo è Non aprite quella Porta di Tobe Hooper, del 1974, Hills have Eyes di Craven è arrivato tre anni dopo, nel 1977. Nel 2003 è la volta del clone Wrong Turn di Rob Schmidt, con Eliza Dushku (❤), dopo tre anni, nel 2006, arriva il remake di Aja. Massacri di gruppo di tre anni in tre anni, da remake a remake. E il pubblico se li magna sempre.

Leggi il resto »

The Innkeepers (2011)

gen 24
Posted by elgraeco Filed in Cinema

Ancora una volta, cominciamo dalla musica. Ve la linko, non essendo sicuro che domani, quando leggerete queste parole, ci sarà ancora. Sono le 01:28 del mattino, tempi infausti, per internet. Ma quello che conta è che il cinema riesca ancora a essere fatale. Come un innamoramento. Di quelli che cominciano lievi, e poi ti ritrovi coinvolto fino al midollo. Ed è difficile staccarsene.
Amo il modo di fare cinema di quest’uomo: Ti West; sempre lui, sempre quattro anni meno di me, sempre conciato così.
The House of the Devil è stato un lusso per gli occhi dopo tanto, tanto cinema pessimo. Tutti, me compreso, West lo aspettavano al varco con The Innkeepers. Tutti se la sentivano, come quelle cose che senti quando sei adolescente. Sai che deve andar bene, senza scuse, senza remore. Doveva essere un bel film. E lo è, ma… non posso fare a meno di dirlo: 5.8, che è il voto che questo film “vanta” sull’Internet Movie Database è uno scandalo. O un modo idiota di intendere il cinema.
Ma lasciamo gli spettatori anglofoni, di certe longitudini, ai loro deliri e torniamo a The Innkeepers, che fa dell’attesa la sua bandiera, puntando su un’attrice che si riscopre tale dopo anni di schifo, a base di quarti di carne mostrati senza un grazie e sangue a ettolitri: Sara Paxton.
Ecco, la forza di quest’uomo, Ti West, che io stimo e invidio con tutte le forze. Lo odio, quasi. E non posso fare a meno di ringraziarlo. Lui arriva da chissà dove e punta su un’attrice che, a sentirla nominare, uno comincia a pensare, ma che cazzo di scelta ha fatto? E salgono i brividi del “me lo sentivo”. E invece, ancora una volta, se servisse, viene dimostrato che il cinema percepito è diverso dal cinema reale, lavorato, pensato. Il primo è fandonia, il secondo arte. E l’arte, il thrilling, l’horror movie classico che più classico non si può, fatto di sussurri, cigolii, di momenti sopra le righe, di fotografia limpida e tranquilla, mancavano da troppo tempo. Queste sono scelte anti-commerciali per eccellenza. Questo è Ti West. Ed è per questo che lo adoro.

Leggi il resto »