mag 16

Lo sapete, come mi chiamo

Osmosi delle idee o mente alveare. Più semplicemente, spiriti affini. Alex stamattina pubblica un discorso che anche io ho fatto in questi giorni. Ragionamento che si può riassumere in: perché certi autori evolvono e resistono e altri diventano (o restano) niente?
E per autori non intendo Autovi, quelli celebrati e riconosciuti dal pedigree, ma tipi più alla mano, affabili o no, raggiungibili con un clic: noi blogger.
Perché, pensavo, alla luce del quarto eBook pubblicato online, direi che sono un autore. E, cosa ancora più sorprendente, che ho un seguito.
Ovvero c’è gente che legge tutto ciò che scrivo, tutti i giorni, che resiste ai miei sbalzi d’umore e alle mie sfuriate, che ha scelto di continuare a leggere anche dopo che ho deciso di mettere il cinema in secondo piano, dove credo sia giusto che stia, adesso, e dopo che mi sono inventato scribacchino. Anche se questa in particolare è davvero un’altra storia.
E questa gente continua a passare di qui, a farmi arrivare opinioni su quello che faccio, nonostante io (o forse proprio grazie a questo) sia così rigido, per certi versi, e caciarone in altri.
Rimuginavo:

1) il mio blog è online quasi da tre anni. Il che, nell’internet 2.0, mi conferisce lo status di veterano. Ci sono anche i vegliardi, quelli che gironzolano da cinque, dieci anni o più, ma sono pochi.

2) fornisco pochissimi feedback a mia volta. Non faccio a cambio di feedback, per intenderci.

3) sono costante. Non ho mai smesso di scrivere da tre anni.

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mag 14

Lollipop

Musica!

Eccoci. Ne ho parlato parecchio, negli ultimi giorni. Lollipop è pronto in download gratuito, nei formati ePub e Mobi. Non ci facciamo mancare niente, tranne il PDF (mi raccomando, chiedetemi il pdf!).
Cos’è Lollipop?
È un racconto nato da una foto di Amber Heard e da un quadro. È anche uno spin-off basato sull’ambientazione super-eroistica creata dall’amico Alessandro per la sua Round Robin, Due Minuti a Mezzanotte.
Nasce per un unico scopo, intrattenere. E anche per mettermi alla prova, avendo fatto ritorno alla terza persona limitata, dopo aver scritto quasi esclusivamente in prima.
Genere supereroistico, quindi?
Forse.
Forse anche qualcos’altro. Buona musica e una precisa volontà di caratterizzare il personaggio, fin dalla copertina, che potete vedere qui accanto. Opera dell’amico Max Novelli, in collaborazione con un altro amico, Giordano Efrodini. Il cerotto sul quale figura il mio nome è indicativo. Nulla è stato lasciato al caso, in questo lavoro, neppure i font (a cura di Matteo), neppure i refusi, si spera.
Ma passiamo, come sempre, a descrivere il mezzo:

Lollipop
eBook in formato ePub e Mobi
53 pagine (prefazione, 7 capitoli, 1 appendice)
copertina di Max Novelli e Giordano Efrodini
Impaginazione e grafica a cura di Matteo Poropat (eBookAndBook.it)

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mag 14

Beyond 2000

Britney Spears nel video Oops I did It again, una delle hit musicali del 2000

Ieri guardavo un film sui nazisti magici, quelli che risorgono, non si sa come recuperano le uniformi, e si mettono a massacrare e a fare tanta paura con la svastica, Outpost 2.
Non vado pazzo per il genere, l’ho ribadito più volte. Questa convinzione che il male debba essere incarnato nel cappotto di pelle nero, e che debba al cinema suscitare più orrore, attraverso il sovrannaturale, di quanto ne abbiano suscitato nella realtà le SS, si basa su presupposti gracili (no, non è una citazione. Adesso non è che Hulk e Whedon si sono impadroniti dell’aggettivo). Comunque, si arriva anche stavolta nel bunker, in quel bunker, e ci si addormenta.
Ebbene sì. Ma il discorso non è questo. Piuttosto, ieri notte mi sono accorto che siamo al 2012. Sì, potete anche ridere, ma è uno di quei momenti che capita a tutti: l’attimo di lucidità. E che Outpost è un film del 2012, dove i nazisti sono diventati avanspettacolo.
Mi spiego, sono passati ben dodici anni dal duemila, l’anno in cui credevo, credevamo un po’ tutti, sarebbero cambiate le cose.
Nel duemila avrei dovuto essere laureato, magari stare iniziando una carriera. Internet era un lusso, ancora. E personalmente ridevo a quelle dichiarazioni di chi era pazzo e lungimirante da ipotizzare che l’adsl sarebbe entrato nelle case di tutti, insieme ai personal computer. Ora, senza connessione mi sento perduto.
E poi, ovviamente, c’era il cinema.

***

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mag 13

Il Crociato anti-eBook 2, l’odore dei ricordi

La marea di idiozie legate alla polemica cartaceo vs eBook è tale da apparire inarrestabile. Uno tzunami di cazzate, a cui tutti, ma proprio tutti non fanno mancare la loro opinione. Alimentando a dismisura una bolla di sapone infarcita di ignoranza e luoghi comuni e, dulcis in fundo, una ventata neo-romantica a base di odori e melanconie assortite che avrebbe fatto infilare la matita negli occhi a quel tale… come si chiamava? Ah già, Voltaire.
Prima di tutto, una doverosa premessa, necessaria giacché, pare strano, (ma non troppo, leggendo le varie empietà in giro per la rete), qua si sta convincendo la gente diffondendo una GROSSA MENZOGNA: ovvero che l’eBook debba sostituire il cartaceo.
Nessuno ha mai parlato di eliminazione del cartaceo, ma di coesistenza dei due formati, elettronico e cartaceo, e di pari dignità.
Così com’è stato, che so, per il vinile e le cassette, o (ovvove!) i CD. I CD che hanno distrutto quella romaticheria del vinile… sigh, sob.
Ecco, vi sembra che abbia appena scritto una cazzata riguardo i CD? Sì, l’ho scritta.
E adesso provate a capire perché di fronte a un progresso tecnologico non si possa reagire che con sdegno, ogni qual volta a questo si oppone:

l’odore della carta
la sensazione tattile
il peso del libro
la leggibilità dello stesso nella vasca da bagno mentre si fa il bagno (dove comunque è bene non stare più di venti minuti sennò ti vengono le dita cotte)

e… i ricordi.

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mag 12

Chronicle (2012)

Restiamo in tema di supereroi, chissà perché. Ancora una volta, scopro di essere in totale disaccordo con chi frequenta IMDb e spara giudizi che non hanno né capo né coda.
Non appena un qualunque autore si azzarda a superare la linea tracciata dagli standard in materia, viene crocifisso.
Secondo me, questa volta, Chronicle e il suo regista Josh Trank sono stai puniti perché al supereroe manca il costume, per il conflitto e per la decisione di gestirlo in maniera rude, più che abbandonarsi al solito alla rivincita dei nerd, che tanto cara resta nell’immaginario collettivo dei liceali americani.
Nessuna rivincita, ma, come appare più concorde alla natura conflittuale del prototipo nerd, avvilito e frustrato da una vita sociale che non può avere, vittima del suo stesso disagio, una crescita esponenziale dei problemi che sono già propri, fino alla catarsi, violentissima.
Visione ingiusta e limitata, tanto quanto l’opposta, che lo vuole vincitore a tutti i costi, con al fianco la bella della scuola. E tuttavia, nel senso qui sviluppato, molto più apprezzabile e privo di ipocrisie.
Protagonisti tre studenti che, durante una festa, vagabondando nel bosco confinante con la proprietà, s’imbattono in un elemento di origine sconosciuta che dona loro qualcosa.

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